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Alcune forme di schizofrenia hanno un’origine autoimmune

Anche la schizofrenia, almeno in alcuni casi, potrebbe avere un’origine autoimmune. A sostenerlo è Laurent Groc, un neurologo francese, direttore dell’Institut Interdisciplinaire de neuroscience del CNRS di Bordeaux, cui è stato attribuito, nei giorni scorsi, il premio della Fondation FondaMental, istituito quattro anni fa dal gruppo industriale Dessault con lo scopo di sostenere la più trascurata delle ricerche, quella sulle malattie mentali. Il neurologo, cui andranno 230.000 euro, negli ultimi anni ha dimostrato che nel 10-20% dei malati sono presenti autoanticorpi (cioè anticorpi rivolti, per errore, contro l’organismo stesso) capaci di individuare i recettori di un neurotrasmettitore molto importante, chiamato NMDA, e di immobilizzarli (situazione che potrebbe favorire l’insorgenza della schizofrenia). Inoltre, nell’ambito di un piccolo studio clinico non ancora pubblicato, Groc ha visto che la somministrazione di farmaci immunosoppressori già in uso in altre malattie autoimmuni ha effetti che lui stesso ha definito spettacolari.

Secondo il quotidiano Le Figaro, il denaro ricevuto da Groc verrà utilizzato per approfondire ancora il meccanismo che presiede a queste forme di schizofrenia, e per mettere a punto un test di diagnosi precoce che consenta di indviduare questa patologia alle prime manifestazioni.

A.C.
Data ultimo aggiornamento 16 dicembre 2015


Tags: autoanticorpi, recettori NMDA, schizofrenia